Il Polo Museale

Latiano è stata definita la "città dei musei" per i suoi musei civici: il Museo delle Arti e Tradizioni di Puglia (con le sezioni relative alla Ceramica, al Vino, al Tessuto e all'Abbigliamento, all'Archivio della Memoria), il Museo del Sottosuolo, il Museo della Storia della Farmacia, la Pinacoteca Comunale e il Centro di Documentazione Archeologica. A questi si aggiunge la Casa-Museo Ribezzi Petrosillo, di proprietà privata, gestita dalla fondazione omonima.
Nell'ambito del progetto "Riqualificazione e valorizzazione del sistema museale" Asse IV – PO FESR 2007-2013 Linea 4.2 Azione 4.2.1. Attività 4.2.1. D, l'Amministrazione Comunale di Latiano ha completamente ripensato l'organizzazione museale all'interno di un sistema integrato dei beni culturali e paesaggistico-ambientali, avviando il Polo Museale Città di Latiano e mettendo in rete tutti i musei civici, identificati da un unico logo. Il restauro dell'ex convento dei Domenicani, segmento fondamentale del progetto, ha restituito alla comunità non solo l'edificio storico ma soprattutto la sede del Polo Museale, dotata di spazi interattivi e di servzi per i visitatori.


Il museo "vivo e dinamico"

Il Polo Museale può essere considerato un vero e proprio “museo diffuso”, che ha il suo cuore pulsante nell'ex convento dei Domenicani con i musei delle Arti e Tradizioni di Puglia, del Sottosuolo il Museo della Storia della Farmacia ma si articola anche nel centro storico, nella Torre del Solise con, nel simbolo architettonico della feudalità, il palazzo Imperiali, con la Pinacoteca Comunale e il Centro di Documentazione Archeologica e nell'area rurale con il parco archeologico di Muro Tenente. In questo modo, i luoghi rappresentativi della storia della comunità possono ancora raccontare, con modalità innovative e più al passo con i tempi, altre storie che qualificano il diversificato ruolo del museo: conferenze, mostre, convegni, seminari, eventi artistici si integrano con la cultura del territorio, legata ad attività di animazione e di laboratorio, e si indirizzano verso una nuova didattica museale, destinata ad un'utenza più ampia e variegata.
ex convento dei DomenicaniEx convento dei Domenicani


Il Museo delle Arti e Tradizioni di Puglia

E' uno dei primi in Puglia; è nato nel 1974 su iniziativa dell’Associazione Turistica Pro Loco e, grazie alla volontà di tanti appassionati di cultura popolare, sono stati raccolti numerosi oggetti del nostro recente passato. Dal 1991, il museo è di proprietà comunale.
E' inserito nell'ambito dei musei demoetnoantropologici, che comprendono le testimonianze materiali (oggetti d'uso quotidiano) ed immateriali (feste, riti, fiabe, canti, pratiche...) della tradizione recente.
Il Museo delle Arti e Tradizioni di Puglia non è solo un luogo di conservazione di beni e strumenti appartenuti alla cultura contadina ma è uno spazio dove si ricostruisce il processo contestuale e comunicativo tra l’oggetto conservato ed il mondo che lo ha prodotto ed usato.
Il museo, articolato negli ambienti casalingo, artigianal e ed agricolo (fedelmente ricostruiti con pezzi autentici) e in sezioni speciali, raccoglie più di 3.500 pezzi e manufatti della civiltà contadina, a cui si aggiungono più di 600 pezzi della sezione speciale Tessile e Abbigliamento e migliaia di documenti dell’Archivio della Memoria (beni immateriali, fototeca, beni culturali, etc.). Notevoli anche le altre due sezioni speciali, Museo del vino e Museo della Ceramica.
immagini di oggetti del Museo delle Arti e TradizioniFiasco, torchio, catino, antichi vestimenti


Il Museo del Sottosuolo

Unico in Puglia, fu fondato nel 1977 dal prof. Pietro Parenzan, illustre naturalista e docente universitario di biologia marina, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca delle risorse marine e del sottosuolo.
Il mondo sotterraneo del pianeta Terra si svela attraverso migliaia di reperti di natura biologica, geologica, antropologica e paleontologica che danno vita alle quattro sezioni di Biologia del sottosuolo, Geologia, Paleontologia generale e Paleontologia umana. Una sottosezione del museo è dedicata alla speleologia, ricca di diversi tipi di concrezioni (stalattiti, stalagmiti, cortine, elictiti, latte di monte, pisoliti, etc.).
Il materiale biologico è sicuramente quello di maggiore pregio poichè è costituito da elementi troglofili e troglobi provenienti dalle grotte di tutto il mondo, come il noto anfibio urodelo Proteus anguinus o i pesci ciechi dei pozzi della Somalia, gli insetti e i crostacei cavernicoli della grotta di Zinzulusa e della Cueva del Drach (I. di Maiorca).
immagini di oggetti del Museo del SottosuoloReperti (paleontologia), Proteus anguinus, Stalagmite coralloide (petrologia), Fluorite (mineralogia)


Il Centro di documentazione archeologica

Nasce con la donazione da parte di Antonio Marseglia di oltre 300 reperti archeologici (2009) e con i documenti sul sito di Muro Tenente (2011).
La raccolta Marseglia è un insieme eterogeneo e complesso, con un repertorio di oggetti che interessa un arco temporale molto ampio: dalla preistoria al periodo ellenistico, dall'età tardo romana al medioevo. Una sorta di viaggio nel tempo e nella storia.
Il centro è strettamente legato al sito messapico di Muro Tenente, un parco archeologico di circa 30 ettari, localizzato tra Latiano e Mesagne; il toponimo deriva dalle due masserie vicine di Muro e di Tenente.
immagini di reperti della raccolta MarsegliaReperti della raccolta Marseglia


Il Museo della Storia della Farmacia

Il museo nasce intorno al nucleo di raccolte private delle famiglie Pepe e Pierri di Taranto, farmacisti di antica generazione, ed è un esempio brillante di sinergia tra pubblico e privato. L'obiettivo è quello di documentare questa arte antichissima attraverso l’esposizione di oggetti, strumenti, albarelli, ricette e medicinali conservati nel corso degli anni. Gli oggetti, provenienti da donazioni private, si collocano tra il XVIII e il XX secolo e tracciano un excursus storico della storia della medicina e dell’arte farmaceutica sin dai tempi di Ippocrate, il primo ad usare in modo razionale erbe e medicamenti. E' interessante scoprire che molte piante medicinali, utilizzate nel Salento sin dai tempi dei Greci, costituiscono ancora oggi un importante rimedio. Annessa alla raccolta di reperti di storia della farmacia è la biblioteca specialistica, con volumi a tema e volumi rari sull’alchimia.
immagini della collezione Storia della Farmacia...


La Pinacoteca Comunale a palazzo Imperiali

Nei primi anni del Novecento, il Comune di Latiano acquisì il “castello” con la quadreria dall'ultimo erede della famiglia Imperiali, Guglielmo; nel 2004 fu costituita la Pinacoteca Comunale, formata dalle tele provenienti dalla nobile famiglia, da opere di autori contemporanei pugliesi e da altre donazioni.
Il nucleo artistico più importante è quello della quadreria Imperiali che, purtroppo, è solo una parte di quello acquisito dal Comune insieme al castello; fino al 1971, infatti, comprendeva venticinque tele ma alcune sono state trafugate. Altri dipinti furono concessi all'Arciconfraternita della Morte.
Le opere esposte rivelano un certo interesse della famiglia soprattutto per i temi religiosi; sette riguardano il Vecchio Testamento, quattro il Nuovo Testamento, tre sono relative alla vita dei Santi; solo per un dipinto il soggetto è, invece, mitologico.
L'Amministrazione Comunale nel 1927 fece decorare il Salone pricipale del palazzo , che conteneva la maggior parte della Quadreria, dal pittore locale Agesilao Flora, uno degli esponenti più interessanti del panorama artistico tra XIX e XX secolo. Artista poliedrico, politicamente impegnato, fu un ritrattista, un decoratore, un paesaggista ed un originale cartapestaio. Oggi, il salone denominato "Sala A. Flora" è uno spazio destinato a convegni ed incontri culturali.
Salone Flora particolareParticolari del Salone Flora